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flusso
libero(?) f/lusso di parole e immagini
lunedì, luglio 06, 2009
Prefazione
"Sono forse un uomo senza principi? Da tempo dubito che non sia vero. Eppure ho sempre vissuto onestamente. Non è bastato. Rimugino continuamente, adesso che il mio destino si sta per decidere, su ciò che è stata la mia vita. So di non aver compiuto tutto il mio dovere nei confronti dei miei figli. E adesso è troppo tardi. Ho pensato che solamente tu, solamente così, forse, avresti potuto aiutarmi. A lasciare una testimonianza, nel poco tempo che mi resta".
Le mani mi tremano ancora a rileggere queste righe, con cui si apre il manoscritto che ho trovato la scorsa settimana. Il racconto è distribuito su dodici quaderni che un amico conservava nel suo magazzino di piazza Pinelli. L'autore, dice il mio amico, era un vecchio sacerdote zio suo che ha trascorso gli ultimi anni ospite della Chiesa del Gesù. Da giovane aveva praticato esorcismi e questa attività lo aveva segnato nel fisico, tanto che aveva dovuto smettere. Quando è morto, in assenza di eredi altri che lui, circa un mese fa, il mio amico ha potuto accedere alle sue carte, che ha portato nel magazzino per visionarle con tranquillità. Prima di buttare via tutto ciò che non gli interessava, mi ha chiamato, conoscendo il mio interesse per i personaggi bizzarri e per gli oggetti e le storie più improbabili. E' così che sono venuto in possesso dei quaderni, apparentemente un brutto romanzo o il delirio di un pazzo. Cominciai a leggerli. Il sacerdote sosteneva di aver vissuto un'esperienza di spiritismo e di aver raccolto, nel corso di diverse serate successive, le parole di un uomo appena morto. "Quest'uomo - spiega a margine del testo - è in attesa di essere giudicato. Per qualche ragione il giudizio ritarda. Per questo il suo spirito è ancora qui, vicino a me, e riesce a farsi sentire". Se fosse stato un libro stampato, non avrebbe attirato la mia attenzione. Ma il fatto che fosse scritto a mano, con elegante calligrafia, lo rendeva quasi il reperto di un'altra epoca, sebbene si capisse dagli eventi raccontati che non era passato molto tempo dalla sua compilazione. Forse il sacerdote lo aveva scritto poco tempo prima di morire. O forse, siccome la storia era incompleta, era addirittura morto scrivendolo.
araihg otrebla da postato; alle ore 14:55 commenti
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